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Brad Pitt: Sex Symbol da Oscar

Aggiornamento: 19 dic 2023

“Brad Pitt spegne ben 60 candeline”. Se questa frase sembra quasi un’utopia o una frase venuta dal futuro (visto che di fatto ne dimostra ancora 40) dobbiamo dirvi che sì, è tutto vero. 60 anni di storia del cinema, di una carriera partita dalla figura di sex symbol per affermarsi col tempo grazie alle sue indimenticabili prove attoriali.



Brad Pitt è quello che noi definiremmo un “belloccio con classe”, che ha saputo guadagnare il suo posto e ad oggi se lo merita tutto. 7 minuti sullo schermo.


È questo il minutaggio che è bastato ad un allora sconosciuto e giovane Brad Pitt per farsi conoscere al grande pubblico. “Thelma & Louise” divenne la sua prima, grande produzione cinematografica, che portò l’attore statunitense ad un primo successo.


Eppure, questo è solo l’inizio. Dal 1991 al ’94, Brad Pitt partecipa a ben 8 film, di cui alcuni con un ruolo quasi protagonista: Intervista col Vampiro, “True Romance (scritto da Tarantino), Vento di Passioni, tutte pellicole che lo spingono sempre di più verso la fama, anche se in gran parte dovuta ai suoi addominali.


Brad Pitt in Vento di Passione del 1994

Il 1995 è l’anno della svolta. Nello stesso periodo, spopolano al cinema S7even e L’Esercito delle 12 Scimmie, che sembrano svoltare la carriera di Brad Pitt su altri binari più autoriali, meno legati

al suo immaginario da sex symbol. Due anni dopo, esce al cinema 7 Anni in Tibet. Nel ’99, Fight Club sbarca al cinema. Nei primi anni del 2000, Snatch e la saga di Ocean’s portano Brad Pitt a diventare una vera e propria star di Hollywood, capace di forti prove attoriali.


La scena madre di Se7en del 1995 diretto da David Fincher


Da qui in poi, l’attore sembra prendere strade contrastanti. Nel 2004 compare in Troy. Successivamente sembra ritornare sui suoi passi con Babel, seguito poi da Il Curioso Caso Di Benjamin Button e Bastardi Senza Gloria nel 2009. A queste pellicole più autoriali, alterna spesso film romantici, meno impegnati, più legati al suo immaginario da sex symbol.


Negli ultimi anni, Brad Pitt sembra aver cambiato nuovamente direzione. Nel 2019, esce al cinema con Ad Astra e C’era Una Volta ad Hollywood. Tre anni dopo, Bullet Train diventa una pietra miliare nella filmografia dell’attore, dove lo si scopre capace di una profonda autoironia, ma si avverte in qualche modo anche una possibile e incombente conclusione della sua carriera.


È con Babylon che forse Brad Pitt riesce ad unire i due grandi poli del suo cinema. Da una parte, il suo aspetto esteriore che ha giocato un ruolo importante nella parte iniziale della sua carriera. Dall’altra, le sue doti attoriali provate in moltissimi contesti diversi.


Un frame di Babylon del 2022 diretto da Damien Chazelle


Babylon unisce tutto questo: Brad Pitt diventa lussuria, stravaganza, successo, ma anche progressiva decadenza e vecchiaia in un mondo che galoppa. Diventa così un po' un suo testamento, di come ha saputo essere due facce in diversi contesti, ma sempre facenti parte della stessa, memorabile medaglia.




@riproduzioneriservata di Andrea Leandri

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