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Hollywood non è più come prima.

Mentre si esulta per il raggiungimento dell’accordo che ha posto fine allo sciopero di

sceneggiatori ed attori, molti occhi sono già proiettati più in là, tra set che riapriranno a breve e mesi “affollati” di contenuti. Oggi vediamo i maggiori interrogativi riguardo al cinema Hollywoodiano del prossimo anno, con tutta la sua fretta di far ripartire la grande macchina americana e riprendere le redini del mercato mondiale. In breve, saranno 12 mesi molto intensi.


(Illustrazione: Lex Villena)


I due scioperi di Hollywood degli ultimi mesi, assieme alla loro conclusione, hanno lasciato grandi

dubbi sulla futura ripresa delle produzioni e delle conseguenti distribuzioni. Infatti, far ripartire

un’economia del genere non è facile: basti pensare che la California ha perso più di 5 miliardi di

dollari in 6 mesi di sciopero. Eppure, qualcosa si sta già muovendo: considerando i tempi di preparazione e pre-produzione (che possono variare tra le 3 e le 6 settimane) e il periodo della festa del ringraziamento (23 novembre), alcuni set dovrebbero già riaprirsi entro la fine del mese e l’inizio di dicembre.


Gli sceneggiatori della WGA in protesta davanti ai Disney Studios. (Foto di Robert Hanashiro per Usa Today)


Tra le prime produzioni a riaccendere le luci, spiccano Deadpool 3, Il Gladiatore, Beetlejuice 2, Juror No.3 (Clint Eastwood) e Venom 3, mentre Abbott Elementary, The White Lotus e Yellowjackets saranno probabilmente le prime serie Tv a tornare sullo schermo.


Un caso particolare è quello di Stranger Things, dove la produzione si trova in una vera corsa contro il tempo a causa della “giovane” età degli attori protagonisti. Millie Bobby Brown è vicina ai vent’anni, mentre Joe Keery ne ha quasi 31. Insomma, ormai più adulti che adolescenti.


Millie Bobbie Brown nella prima stagione di Stranger Things (2016) vs Millie Bobbie Brown oggi


Passando alla distribuzione, gli Studios dovranno affrontare lo stesso problema post-pandemia

dell’”Effetto Domino”, ovvero l’uscita di un blockbuster dopo l’altro con il rischio di non

valorizzare abbastanza i singoli titoli, anche se questo potrebbe portare un grosso beneficio alle sale cinematografiche, che vedrebbero un 2024 carico di film attesi in sala.


Un’altra questione riguarda i grandi premi cinematografici: infatti, gli Emmy Awards erano stati spostati da settembre a gennaio a causa dello sciopero, unendosi quindi ai Grammy, agli Screen

Actors Guild Awards e agli Oscar. Il prossimo anno sarà quindi la stagione di premi più affollata di

sempre: ben 55 giorni di fuoco tra il 15 gennaio e il 10 marzo.


Il premio degli Emmy Awards


Intanto, in questa corsa contro il tempo, possibili nuovi scioperi si delineano all’orizzonte. Ad esempio, quello degli attori dei reality e dei performer nel settore dei videogiochi. Inoltre, nel 2024, gli Studios negozieranno con la IATSE, l’associazione di cui fanno parte anche gli effettisti visuali della Marvel. Che la WGA sia stata solo l’inizio?



@riproduzioneriservata di Andrea Leandri

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