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La Palestina attraverso il cinema

Il 7 ottobre 2023 è una data che non può e non deve essere dimenticata.

Il cinema non è solo un mezzo di intrattenimento, ma contribuisce a condannare e denunciare atti di violenza e repressione, raccontando delle storie attraverso luoghi, ambienti, paesaggi e soprattutto con i protagonisti e le storie di dolore, di violenza ma anche di speranza. I film sulla Palestina spesso sono stati censurati o boicottati poiché considerati devianti e non veritieri, rinnegando così tutto ciò che ha subito il popolo palestinese.



Il cinema si fa testimone anche di queste storie e quindi abbiamo selezionato dei film che

raccontano del popolo palestinese da diversi punti di vista, che potrete trovare sulle diverse

piattaforme streaming.


200 metri:

regia di Ameen Nayfeh, 86 minuti, 2020, disponibile al noleggio su Amazon prime,

Youtube, Apple TV.



La famiglia di Mustafa, composta da sua moglie Salwa e dai suoi figli, è divisa dal muro che separapalestinesi e israeliani in Cisgiordania. Lui si rifiuta di accettare il visto di lavoro israeliano per risiedere nella propria terra e così ha scelto di vivere oltre la barriera, separato dalle persone che ama. Un giorno Mustafa viene avvisato che il figlio ha avuto un incidente: l’uomo si precipita al checkpoint israeliano, ma a causa di un problema burocratico gli viene negato l’ingresso. Disperato, chiede aiuto a un contrabbandiere e insieme ad altri passeggeri si imbarca in un viaggio sulle colline lungo le quali scorre il confine. Un viaggio di chilometri per coprire una distanza idealmente percorribile in appena 200 metri.


Five broken cameras:

regia di Emad Burnat e Guy Davidi, 94 minuti, 2011, disponibile su Youtube con sottotitoli.



Il contadino palestinese Emad, alla nascita di suo figlio Gibreel, acquista la sua prima videocamera. Nel villaggio di Bil’in è in costruzione una barriera di separazione e gli abitanti insorgono. Emad decide di filmare la lotta e gli orrori che devastano la sua terra per oltre cinque anni assediata dall’esercito israeliano. Insieme alle riprese cresce anche suo figlio. In tutto utilizzerà cinque videocamere, andate via via distrutte dalla guerra e dai raid notturni che spaventeranno la sua famiglia, i suoi amici, i suoi fratelli.


Il tempo che ci rimane:

regia di Elia Suleiman, 105 minuti, 2009, disponibile su Raiplay.



Una riflessione in quattro parti sulla storia degli arabi palestinesi a partire dal 1948, anno della

proclamazione dello Stato di Israele, sino ai giorni nostri. Viene raccontata attraverso episodi

comici o tragici della vita di tutti i giorni ed è ispirata ai racconti del padre del regista, che partecipò alla prima resistenza, alle lettere della madre e ai ricordi del regista stesso che è in parte anche protagonista del film.


Farha:

regia di Darin J. Sallam, 94 minuti, 2021, disponibile su Netflix.



Lo Stato d’Israele proclama la propria indipendenza e il movimento sionista celebra la vittoria.

Farha è un’adolescente palestinese di 14 anni, ambisce a studiare e sogna di aprire una scuola per ragazze. Nel frattempo, i villaggi palestinesi vicini iniziano ad essere attaccati. Farha ascolta una conversazione dove scopre che i soldati stanno uccidendo coloro che si rifiutano di abbandonare la propria casa. Successivamente l’invasione li raggiunge e il mondo di Farha collassa. La ragazzina, chiusa in un ripostiglio, è testimone di fatti cruenti.


Erasmus a Gaza:

regia di Chiara Avesani e Matteo Delbò, 88 minuti, 2021, disponibile su Now e Prime Video.



Riccardo, 24 anni, laureando in medicina dell’Università di Siena, è il primo studente al mondo a partecipare al programma europeo di scambi universitari “Erasmus” nella striscia di Gaza. Entrare a Gaza però non è facile, e quando il conflitto armato si riaccende, Riccardo è costretto a prendere delle scelte difficili, per sé e per le persone intorno a lui. Ma il confronto e la presenza dei suoi nuovi amici e colleghi è l’elemento di forza e coraggio che gli permette di superare paure e attraversare insidie professionali e umane, realizzando, oltre ogni aspettativa, il sogno di diventare un medico chirurgo.


Altri titoli che potete trovare sulle diverse piattaforme streaming:

1) Arna’s children, regia di Juliano Mer Khanis e Danniel Danniel, 84 minuti, 2004, disponibile su Youtube con i sottotitoli.

2) The tale of the three jewels, regia di Michel Khleifi, 112 minuti, 1995, disponibile su Youtube con i sottotitoli, primo film girato interamente a Gaza.

3) Jenin, jenin, regia di Mohammad Bakri, 54 minuti, 2002, disponibile su Youtube con i sottotitoli in inglese.

4) The idol, regia di Hany Abu-Assad, 100 minuti, 2015, disponibile al noleggio su Youtube.

5) La strada dei Samouni, regia di Stefano Savona, 128 minuti, 2018, visibile su Raiplay.

6) Sarura, regia di Nicola Zambelli, 80 minuti, 2022, visibile gratuitamente registrandosi su

Openddb.


Attraverso le pellicole possiamo provare a comprendere più da vicino la storia e la quotidianità del popolo palestinese: con la visione di questi film e le diverse narrazioni possiamo fermarci a

riflettere sui diritti, la giustizia e la libertà. Gli Oscar si avvicinano, ma il genocidio nei territori palestinesi occupati non si ferma, non dimentichiamoli.




murph.magazine di Silvia Santoro

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